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LO STATO PATRIMONIALE





Lo stato patrimoniale definisce la situazione patrimoniale di una società in un determinato momento individuato come la data di chiusura dell'esercizio.
I principi di redazione e la struttura sono definiti dagli articoli 2423 e seguenti del codice civile.

Lo Stato patrimoniale è il primo dei due prospetti obbligatori del bilancio di esercizio e il suo contenuto è disciplinato dall'articolo 2424 del Codice Civile, che ne stabilisce struttura e contenuti.

Lo Stato patrimoniale è paragonabile ad una istantanea della situazione patrimoniale dell'azienda. Per il bilancio si assume la situazione alla fine dell'ultimo giorno dell'esercizio ( in genere il 31 dicembre ) e la si raffronta con quella al 31 dicembre dell'anno precedente, coincidente alla situazione iniziale (all'inizio del primo giorno dell'esercizio attuale).

Lo Stato patrimoniale dice come viene investito il denaro dalle attività, da dove viene il denaro dalle passività. E' ovvio che vi troveremo in parte debiti e in parte denaro dell'imprenditore ovvero i mezzi propri (o capitale netto).
Quindi il lato di destra, la sezione del passivo risponde alla seguente domanda: da dove viene il denaro che l'imprenditore ha a sua disposizione?

L'articolo 2424 del codice civile va integrato con l'articolo 2424 bis, riguardante le disposizioni relative a singole voci dello stato patrimoniale.



  • Gli elementi patrimoniali destinati ad essere utilizzati durevolmente devono essere iscritti tra le immobilizzazioni.

  • Le partecipazioni in altre imprese in misura non inferiore a quelle stabilite dal terzo comma dell'art. 2359 (Quando nell'assemblea ordinaria può essere esercitato almeno un quinto dei voti o un decimo se la società ha azioni quotate in borsa.) si presumono immobilizzazioni.

  • Gli accantonamenti per rischi ed oneri sono destinati soltanto a coprire perdite o debiti di natura determinata, di esistenza certa o probabile, dei quali tuttavia alla chiusura dell'esercizio sono indeterminati o l'ammontare o la data di sopravvenienza.

  • Nella voce "trattamento di fine rapporto di lavoro subordinato" deve essere indicato l'importo calcolato a norma dell'art. 2120.

  • Nella voce ratei e risconti attivi devono essere iscritti i proventi, di competenza dell'esercizio, esigibili in esercizi successivi, e i costi sostenuti entro la chiusura dell'esercizio, ma di competenza di esercizi successivi. Nella voce ratei e risconti passivi devono essere iscritti i costi di competenza dell'esercizio esigibili in esercizi successivi e i proventi percepiti entro la chiusura dell'esercizio, ma di competenza di esercizi successivi. Possono essere iscritte in tali voci soltanto quote di costi e proventi, comuni a due o più esercizi, l'entità dei quali varia in ragione del tempo.

 

Ecco un esempio di stato patrimoniale secondo l'articolo 2424