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I PRINCIPI DI REDAZIONE DEL BILANCIO





 

Come spiegato nella pagina del bilancio, esso DEVE essere redatto, secondo il codice civile, in maniera  veritiera e corretta.
Infatti il bilancio deve essere redatto rispettando scrupolosamente le norme di legge che ne disciplinano la formazione e applicando i corretti principi contabili, queste norme sono contenute all'interno del codice civile.

Non tutte le aziende seguono gli stessi principi, in quanto vi è una distinzione tra le aziende:

1) Le società non quotate

2)Le società quotate più le banche e le assicurazioni

Le prime seguono i principi contabili nazionali stabiliti dal codice civile - articolo 2423-bis - mentre le seconde seguono i principi contabili intenzionali chiamati (IAS/IFRS). In qualsiasi caso la Nota integrativa deve indicare le motivazioni delle variazioni (nell'ipotesi che ce ne siano state fatte) e tutte le eventuali informazioni che possano aiutare a comprendere il bilancio.


I principi contabili nazionali sono:

  • A) principio della chiarezza

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    questo principio impone agli amministratori di redigere un bilancio di facile interpretazione a tutte le persone interessate, che però non sanno quali sono stati i fatti di gestione che hanno portato a redigere quel bilancio

  • B) principio della precisione

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    questo principio impone agli amministratori di redigere un bilancio precisio ovvero di inserire quante più informazioni sulla gestione possibile e di non dare niente al "caso".

  • C) principio della neutralità

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    Il redattore del bilancio deve essere imparziale nelle valutazioni discrezionali tecniche senza privilegiare o peggio “ingannare” nessun particolare interlocutore dell’azienda.

  • D) principio della periodicità annuale delle informazioni contabili

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    Lo statuto può prevedere un maggior termine, comunque non superiore a centottanta giorni, nel caso di società tenute alla redazione del bilancio consolidato ovvero quando lo richiedono particolari esigenze relative alla struttura ed all’oggetto della società; in questi casi gli amministratori segnalano nella relazione sulla gestione le ragioni della dilazione.

  • E) principio della correttezza

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    Uno dei pilastri portanti della redazione del bilancio. Il principio impone di redigere un bilancio con i valori generati dalla somma di tutti i fatti gestionali che sono intervenuti durante l'intero periodo amministrativo.
    Esso infatti impedisce agli amministratori di modificare il bilancio per propri interessi

  • F) principio della prudenza

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    la finalità è quella di salvaguardare il patrimonio sociale ed evitare la distribuzione di utili che l’impresa non ha effettivamente conseguito. La sua applicazione comporta l’imputazione al periodo dei costi e delle perdite presunti e l’obbligo di non considerare i ricavi e gli utili non ancora realizzati.
    Il principio della prudenza è rafforzato dai principi dell’iscrizione dei soli utili realmente conseguiti e della considerazione dei rischi e delle perdite di competenza, anche se conosciuti alla chiusura dell’esercizio.

  • G) principio della continuità aziendale

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    Le valutazioni devono essere fatte con criteri di funzionamento, tenendo conto che l’impresa continui la propria attività.

    I beni di un impresa hanno un valore che deriva dall’essere strumentali alla produzione del reddito aziendale e quindi non devono essere valorizzati per se stessi.
    Costo come criterio base delle valutazioni e obbligo di svalutazione dei beni patrimoniali quando il loro valore d’uso si riduce.

  • H) principio della competenza economica

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    si devono attribuire al periodo costi e ricavi che si riferiscono a operazioni che si sono in esso concluse, vale a dire componenti economiche che manifestazione sia economica all'interno dell'anno

  • I) principio della valutazione separata degli elementi eterogenei

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    Gli elementi delle voci dell’attivo e del passivo devono essere valutati separatamente.
    Principio che non va confuso con il divieto di compensazioni di partite.

    Il principio mira ad impedire che tramite una valutazione globale le perdite previste connesse a determinati elementi patrimoniali siano compensate con utili attesi derivanti dalla valutazione di altri elementi.

  • J) principio della costanza dei criteri di valutazione

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    i criteri di valutazione non possono essere modificati da un esercizio all’altro. Questo principio costituisce il presupposto indispensabile per la comparazione dei risultati dei bilanci di più esercizi consecutivi; esso limita la possibilità di attuare le cosiddette politiche di bilancio, che derivano dall’utilizzazione, da parte degli amministratori, di accorgimenti valutativi tendenti a pilotare i risultati economici d’esercizio.

  • K) principio della valutazione della funzione economica degli elementi dell'attivo e del passivo

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    Il principio prevede che l’elemento prevalente nella rilevazione contabile di un’operazione aziendale sia la sostanza economica dell’operazione stessa e non il suo aspetto formale.

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